Workflow grafici – Come disegnare i tuoi servizi

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Sezione OCC

Gestione > Servizi

A partire da questa release minor, abbiamo esteso la possibilità di configurare i servizi tramite l’interfaccia grafica, già utilizzata per i BPM nelle versioni 24.3 LTS e 24.4, a tutte le tipologie di servizio. In OCC, la sezione Gestione non contiene più il menu Business Process ma un’unica sezione dedicata ai Servizi. I nuovi servizi potranno essere creati in due differenti modalità:
  • Workflow: in questa modalità utilizzerai un editor grafico per creare un diagramma di flusso (mappa) composto da blocchi funzionali collegati tra loro con delle frecce. Guarda il video qui sotto per scoprire tutti i dettagli su come usarla al meglio!
  • Legacy: questa modalità, in uso da sempre fino all’introduzione della nuova modalità Workflow, è ancora disponibile e consente di configurare i servizi tramite una serie di parametri organizzati in sezioni specifiche, come illustrato qui

Workflow – Come funziona e quali sono i vantaggi

Workflow – Fai il debug della mappa

Come hai visto nel video precedente, utilizzare la modalità Workflow per la definizione dei servizi porta diversi vantaggi.

Uno aggiuntivo di cui non abbiamo ancora fatto cenno è quello di poter eseguire il debug della mappa che hai creato.

La funzionalità di debug consente di attivare una sentinella grafica che, in tempo reale, evidenzia i blocchi e i percorsi attraversati da una chiamata specifica che desideriamo monitorare.

Questa modalità è ideale per testare, diagnosticare problemi o approfondire il funzionamento delle tue mappe.

Nel prossimo video ti spieghiamo come si attiva ed utilizza.

Come hai visto, per utilizzare il debug devi prima impostare:

  • Clid (Caller ID), per identificare il chiamante
  • Ritardo, ossia il tempo di attesa tra il passaggio da un blocchetto all’altro

Il Clid è fondamentale per permettere al debugger di intercettare la prossima chiamata in arrivo su quel servizio proveniente dal numero specificato.

Come impostare il clid

La configurazione del Clid dipende dal dispositivo che utilizzi per effettuare la chiamata da monitorare:

  • Chiamata da un dispositivo esterno: inserisci il numero di telefono del dispositivo da cui stai chiamando. Ad esempio, se utilizzi il tuo smartphone, inserisci il numero della SIM. Tieni presente che, a seconda del trunk utilizzato, il tuo numero potrebbe essere preceduto dal prefisso internazionale (es. +39). In questo caso, il CLID che inserisci deve includere anche il prefisso.
  • Chiamata da un dispositivo registrato su TVox: se utilizzi un dispositivo registrato, come il telefono fisso sulla tua scrivania, inserisci il relativo numero di interno.
  • Chiamata da TVox Client o TVox Team: in questo caso, devi inserire l’ID utente dell’account connesso. Nota che l’ID utente non corrisponde sempre allo username. Per trovarlo, accedi alle impostazioni utente tramite l’OCC, come illustrato nell’immagine successiva.

Workflow – Blocchetti avanzati

È arrivato il momento di esplorare più da vicino alcuni dei blocchetti disponibili nella palette, che puoi utilizzare per costruire le tue mappe.

Molti di questi blocchetti sono intuitivi e comprenderai subito la loro funzione leggendo il nome e consultando l’help contestuale associato.

Importante

Quando utilizzi uno dei blocchetti disponibili, assicurati di consultare sempre l’help contestuale associato.

Dopo aver posizionato il blocchetto nella mappa, clicca con il tasto sinistro del mouse per accedere alla sua area di configurazione.
Nella parte superiore della finestra, troverai il nome del blocchetto insieme al relativo help contestuale.

Questo strumento ti offre informazioni essenziali sullo scopo del blocchetto, sulle modalità di utilizzo e sulle frecce in uscita da configurare.

Sub Service

Il blocchetto Sub Service è un alleato indispensabile quando desideri progettare una sola mappa per gestire tutte le tue code di servizio..

Come illustrato nel video introduttivo, puoi creare una mappa che implementa un menu di navigazione utente completo, con diverse ramificazioni del flusso che possono variare in base a molteplici esigenze, ad esempio:

  • skillset coinvolti
  • calendari operativi
  • esigenze di registrazione
  • gestione chiamate abbandonate
  • gestione casella vocale
  • gestione callback
  • lista di esiti chiamata

e altro ancora.

Il Sub Service è cruciale per differenziare in modo efficace le configurazioni specifiche di ogni ramo del flusso. Ogni ramo, grazie a questo blocchetto, diventa un servizio autonomo all’interno del servizio principale che ospita la mappa.

Anche la reportistica beneficia di questa configurazione: il nome assegnato al Sub Service diventa una chiave di ricerca nei report, nel RTD e nel datamodel, semplificando l’analisi e il monitoraggio.

Nel prossimo video vedremo nel dettaglio come configurare un Sub Service e comprenderai appieno il suo ruolo strategico.

Importante

Il blocchetto Sub Service è disponibile SOLO per servizi di contact center.

HTTP Request

Il blocchetto HTTP Request è progettato per inviare richieste HTTP di tipo GET e POST e puoi usarlo per integrare workflow con servizi web, consentendo di inviare o ricevere informazioni in modo dinamico.

Nota

Il blocchetto supporta l’autenticazione di tipo BASIC, con username e password, ma può anche essere configurato senza alcuna autenticazione.
Se la tua integrazione richiede un tipo di autenticazione diverso, contattaci: saremo lieti di lavorare insieme per trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze!

Custom Javascript Code

Il blocco Custom Javascript Code consente di inserire uno script direttamente nella tua mappa, permettendoti di implementare logiche personalizzate per gestire esigenze specifiche che i blocchi funzionali predefiniti potrebbero non coprire completamente.

Importante

Il blocco Custom Javascript Code sfrutta il motore Nashorn per interpretare il codice, supportando la specifica ECMAScript 5.1 e introducendo diverse funzionalità di ECMAScript 6, come ad esempio:

  • template strings
  • dichiarazioni quali let e const con ambito block
  • iterators e cicli for..of
  • tipi di dati come Map, Set, WeakMap e WeakSet

Inoltre, offre la possibilità di accedere alle classi Java della JDK 1.8.

Nel prossimo video vedrai un semplice esempio pratico grazie al quale capirai meglio i seguenti aspetti:

  • Configurazione del blocchetto: scopri come configurare il blocco in base alle tue necessità, definendo script personalizzati e impostando controlli specifici.
  • Utilizzo delle variabili: approfondisci l’uso delle variabili all’interno del blocco per gestire dinamicamente i dati all’interno del flusso e sfruttare variabili locali riutilizzabili per personalizzare il workflow.
  • Test di esecuzione: vedi in azione un esempio pratico, inclusa la gestione dei casi di errore quando i requisiti non sono soddisfatti.
Importante

Il blocchetto Custom Javascript può accedere a tutte le variabili del workflow definite prima della sua esecuzione.

Nell’immagine seguente è presente un blocchetto Set Variable che crea una variabile denominata NUMBER assegnandole il valore -5.

Il blocchetto Custom Javascript successivo utilizza questa variabile nel proprio codice, facendovi riferimento direttamente.

Nel codice js, inizialmente va dichiarata la variabile result che dovrà contenere tutti i valori determinanti per il codice js stesso.

I valori contenuti in result verranno poi utilizzati per popolare le variabili definite nel workflow.

Nel caso specifico dell’esempio contenuto nelle due precedenti immagini, al termine dell’esecuzione dello script avremo che:

  • la variabile di flusso HTTP_RESPONSE sarà popolata col valore della variabile javascript responseCode
  • la variabile di flusso IS_POSITIVE sarà popolata col valore della variabile javascript isPositive
Suggerimento

Il blocchetto Custom JavaScript Code consente di interfacciarsi direttamente con altri servizi, come MySQL o HTTP, senza dover combinare blocchetti dedicati come HTTP Request o altri all’interno di una mappa.

Clicca qui per vedere un esempio pratico di utilizzo del blocchetto Custom Javascript Code con autenticazione ad un servizio HTTP

Reference to Call Variable

Come utilizzare una variabile definita in un workflow anche al di fuori del servizio?

Immaginiamo questo scenario: hai una mappa che imposta alcune variabili locali per ogni chiamata gestita (ad esempio tramite il blocchetto Set Variable). Al termine dell’elaborazione, vuoi trasmettere quelle stesse variabili a un’applicazione esterna per aprire un ticket, assicurandoti che il ticket includa le informazioni salvate nelle variabili.

Oppure vuoi trascrivere il valore di queste variabili su Popupinfo.

C’è un problema: le variabili definite nella mappa sono locali, quindi non possono essere utilizzate al di fuori di essa.

Ecco dove entra in gioco il blocco Reference to Call Variable. Questo strumento ti consente di trasformare le variabili locali in variabili globali, rendendole accessibili a tutto il workflow e agli altri servizi.

Nel prossimo video ti mostreremo un esempio pratico per chiarire meglio come funziona questa trasformazione.

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